Con la mia classe, martedì 27 gennaio ci siamo recati al Castello Sforzesco presso il Museo degli strumenti musicali.
All’interno del museo ci ha accompagnati una guida di nome Matteo. E’ stato davvero bravo, ci ha reso il percorso all’interno del museo sempre più interessante ogni volta che attraversavamo una stanza.
Ogni sala era piena di strumenti bellissimi!! Antichi e moderni, lavorati e intarsiati con precisione come il loro suono, alcuni davvero preziosi.
Nella prima sala, la nostra guida Matteo ha costruito un cordofono, utilizzando una bacinella forata al centro, una corda e il manico di scopa: un esperimento bizzarro ma d’effetto, perché più Matteo tendeva la corda più il suono risultava acuto.
Le sale che mi sono piaciute di più sono state quelle degli strumenti asiatici e africani, per la loro semplicità e per i loro colori e quella degli organi, dove ho avuto la fortuna di suonarne uno.
Ma lì, ne ho visti di tutti i tipi: antichissimi clavicembali, clavicembali in miniatura, organi imponenti e pianoforti. Naturalmente nelle teche c’erano anche violini, viole e violoncelli, flauti e trombe, ogni strumento aveva il suo fascino e la sua storia. E’ stato bello e divertente e davvero appassionante andare a visitarli, anche se in materia capisco davvero poco………….
Niccolò Capuano 1^A
Il giorno 7/2/2012 siamo andati al Museo degli Strumenti musicali al Castello Sforzesco.
Gli strumenti musicali possono essere divisi in tre grandi famiglie: cordofoni, aerofoni, percussioni.
All’inizio la guida ci ha mostrato alcuni strumenti musicali suonati dagli uomini primitivi, costruiti con oggetti poveri e senza valore, o con oggetti trovati per caso (noci di cocco, gusci, zanne,… ).
Ha poi spiegato che in tutti gli strumenti una canna o un corda più spessa o più grande produce un suono grave, una piccola un suono acuto.
Visitando il museo, abbiamo potuto osservare vari gruppi di strumenti, come la grande famiglia dei cordofoni, quali violini, contrabbassi e viole i cui archetti sono costituiti anche da crine di cavallo.
Riguardo ai violini, abbiamo visitato il laboratorio del LIUTAIO, cioè colui che costruisce strumenti a corda, alcuni dei quali molto strani, le cui parti venivano incollate tra loro con colla animale a caldo, fatta con code di mucca, gusci di tartaruga, squame,… La colla è detta reversibile perché può sciogliersi se si deve riaprire lo strumento per ripararlo.
Abbiamo incontrato i “fiati” (o labiofoni), come flauti o clarinetti e anche gli ottoni, come le trombe. I flauti originariamente erano di legno; col passare del tempo sono stati costruiti anche con altri materiali quali metalli o plastica. In alcuni casi, per facilitare la chiusura dei fori dello strumento, si utilizzano le “chiavi” cioè piccoli bottoncini che li coprono.
L’antenato della tromba, che è un ottone, è un corno svuotato.
Altri strumenti incontrati sono stati:
- Il liuto, cioè “l’antenato” della chitarra;
- Il clavicembalo, “l’antenato” del pianoforte;
- l’organo;
- il pianoforte.
Arianna Crespi 1° B
La visita al museo degli strumenti musicali, all’interno del Castello Sforzesco, è stata bellissima, perché ci ha fatto conoscere degli strumenti a noi sconosciuti.
Il museo racchiude un immenso numero di strumenti molto belli ed interessanti. Una guida ci ha spiegato che esistono tre grandi famiglie di strumenti musicali: i cordofoni, cioè come dice la parola stessa, all’interno dello strumento ci sono delle corde che , tirate con grande tensione, producono vari suoni; gli aerofoni fra cui gli ottoni, cioè quegli strumenti a fiato appunto di ottone, in cui sono presenti delle chiavi, cioè dei meccanismi che agevolano la chiusura dei fori; i legni tra cui i flauti di Pan; e gli strumenti a corda, violino, viola, pianoforte, clavicembalo.
La guida, secondo me molto brava sia a suonare sia a spiegare perché coinvolgeva noi ragazzi, era capace di suonare: il violino, la tromba, il clavicembalo, il pianoforte e l’organo; sapeva suonare molti strumenti e questo mi ha colpito molto!
Caterina Ausili I B
Questa è stata un’uscita didattica molto interessante, durante la quale tutti abbiamo potuto toccare, sentire e provare molti strumenti a noi sconosciuti.
Mostrandoci gli strumenti a corda, la guida ha spiegato che per emettere un suono, la corda deve essere sottoposta a una determinata tensione. Se aumentiamo la forza per farla vibrare, il suono diventa più acuto.
Ci ha raccontato poi che uno strumento di grandi dimensioni produce un suono grave o basso, mentre uno più piccolo un suono alto o acuto.
Matteo ha fatto poi un esperimento, dimostrandoci che bastano pochi oggetti per produrre suoni e,alcune volte, addirittura strumenti musicali.
Ci ha fatto vedere gli strumenti a percussione, passando poi agli strumenti ad arco.
Questi ultimi possono essere di diverse grandezze e gli archetti sono molto fragili perché costruiti con un legno delicatissimo, chiamato Pernanbuco e da crine di cavallo.
Siamo andati nella sala degli strumenti a fiato, dove abbiamo visto molti tipi di flauto che anticamente erano costruiti in legno .
La guida ci ha spiegato che quando si costruiscono degli strumenti musicali, soprattutto in legno, è necessario aggiungere degli elementi chimici per proteggerli dall’aggressione di eventuali insetti.
Ludovica Di Giancamillo 1^B
Accompagnati dalla guida, abbiamo visitato diverse sale: la prima è stata quella dei cordofoni, cioè degli strumenti a corda, dove abbiamo visto tanti strumenti etnici, abbastanza primitivi, costituiti da materiali naturali, ad esempio pelli di animali o gusci.
Poi siamo passati alla sala dei legni, da quelli più semplici a quelli più complessi. Il più primitivo era uno strumento a fiato composto da più cannule di lunghezze diverse: il suono varia a seconda delle diverse angolazioni ( flauto di Pan o sirinx o firlinfò )
Abbiamo visto in seguito altri strumenti forati come il flauto, in questo caso la variazione del suono dipende da quanti fori vengono coperti dalle dita.
Poi abbiamo visto la sala degli archi: viola, violino, violoncello. Tutti questi strumenti sono dotati di un archetto, formato da un’asta di legno e crine di cavallo.
I costruttori di questi strumenti si chiamano liutai; per costruirli vengono usati solo legni pregiati e mai chiodi ma solo colla reversibile.
Siamo passati alla sala degli ottoni ( tromba, sassofono, clarinetto ).
La nostra guida ci ha fatto sentire il suono prodotto soffiando in un corno di montone svuotato: il suono era molto penetrante; poi ha preso un’ancia, cioè una lamella di legno usata nei legni: il suono in questo caso era molto sottile. Poi ci ha mostrato un sassofono e ci ha spiegato a cosa servono le chiavi: le chiavi agevolano l’apertura e la chiusura dei fori negli strumenti a fiato.
Infine siamo arrivati alla sala della Balla dove sono conservati gli strumenti a tastiera: pianoforte, clavicembalo, organo.
Nell’organo c’è il mantice che fa sì che i tubi dell’organo si riempiano d’aria e quindi producano suoni. Il clavicembalo poi ha un suono bellissimo. Questa è la sala che mi ha colpito di più perché gli strumenti a tastiera sono quelli che mi affascinano maggiormente. Però mi è piaciuta tantissimo anche la sala degli strumenti ad arco: il violino è uno strumento che mi emoziona tanto, trovo il suo suono quasi commovente perché sembra una “voce” e penso che mi piacerebbe tanto imparare a suonare questo strumento, anche se penso che sia molto difficile.
Jade Bellotti 1 B


